Anche il Comune di Figline e Incisa Valdarno ricorda Don Milani a 50 anni dalla sua morte, datata 28 giugno 1967. E lo fa attraverso una doppia iniziativa, organizzata in collaborazione con la Fondazione Don Lorenzo Milani per la giornata del 14 maggio.

Si inizia alle 16,30 quando, al Palazzo Pretorio (piazza San Francesco, Figline), si terrà la presentazione di due volumi sulla figura del sacerdote fiorentino, nella duplice veste di religioso e di fondatore della scuola di Barbiana. Il primo libro si intitola “Don Lorenzo Milani – L’esilio di Barbiana”, scritto da Michele Gesualdi; il secondo, invece, si intitola “Processo all’obbedienza – La vera storia di Don Milani” ed è firmato dal giornalista Mario Lancisi, che sarà presente all’incontro.

A seguire, sempre al Palazzo Pretorio, la sindaca Giulia Mugnai e l’assessore Mattia Chiosi inaugureranno la mostra dal titolo “Barbiana e la sua scuola” (ore 17,30), che rimarrà allestita fino al 2 luglio. L’esposizione – curata da Marco Rossi e organizzata a Figline e Incisa Valdarno da Cristina Bonechi e Cristoforo Ciracì – sarà visitabile il venerdì dalle 15 alle 19, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (ingresso libero). Si tratta dunque di un percorso fotografico itinerante che presenta, per temi, vari aspetti della vita della piccola comunità del Mugello, per formare i figli dei contadini e gli emarginati e per far capire loro l’importanza dello studio e del sapere. In mostra ci sono circa 60 immagini, selezionate dal volume fotografico “Barbiana e la sua scuola. Immagini dall’archivio della Fondazione Don Lorenzo Milani”, curato da Pamela Giorgi e Sandra Gesualdi, che sarà presente agli incontri del 14 maggio.

“Queste iniziative sono un omaggio a don Milani – spiegano la sindaca Mugnai e l’assessore Chiosi – e alla sua capacità di dimostrare che la cultura è un elemento imprescindibile della società, attraverso la realizzazione di una scuola sui generis. Ed è proprio per il valore dei suoi insegnamenti che, da due anni, abbiamo inserito la visita a Barbiana nel percorso della memoria che dedichiamo agli alunni e agli insegnanti del territorio”.